Arianna Vartolo – Inediti

Conservo la Siviglia dei tuoi sogni:
quella della luce in piazza, nei luoghi
noti – solo da toccare ancora.
Natale e meta del nostro essere
nudi e bambini
tra queste bolle di sapone; rimaste

in tasca.


*


A volte il cibo ti sembra avere
lo stesso sapore dello sperma; il che – pensi
conferma il tuo credo del durare
del seme, del tempo al culmine delle cose.
L’alimento che passa
e bussa sulla lingua a reclamare
la propria forma di stato eterno. Intanto è giorno
e tu rimani con le gambe poggiate alla ringhiera
di quell’unico spazio esterno
che riesci al momento ad abitare.
Continui a masticare in un impasto
denso di sensi di resti di semi rimasti tra i denti
che cerchi in ogni modo di levare. Basterebbe lavarli lavare
ciò che si ancora vicino all’angolo del mento.

Ciò che resiste sulla parte della bocca
che la tua mano ancora tocca a memoria.


*


Voglio giocare a farti
venire avanti – e indietro per un
passo; solo a toccarti
la punta del naso con fili

d’erba bruciata. Agosto
è il tempo dei fantasmi: ogni ombra
ha forma storia posto

qui: noi ne sentiamo la pelle.


*

Hai scavato con i denti il letto dell’unghia
quasi fosse della fossa
il simbolo stretto nel solco dell’ultima terra.
Senti intanto detto il tuo nome al reparto
surgelati: richiamato all’attenzione, eri entrato
solo a comprare funghi – a cercarli
immolati per la cena. Ti ritrovi al contrario distratto
nella degna anticipazione del lutto:
                                            la tua carne a contatto
                                            con gli strati proliferati di spore e miceti.


*


E nel tuo tiepido farti
lattea simile alla consistenza
del riverbero oltre quella finestra

mi chiedi com’è quando parti;
e dei ritorni mi sveli il segreto
– tu; ché io posso solo rispondere

come unico il mare, amuleto
degli uomini, si stenda sulle terre
vergini – tra la luna e il nostro senso.


Arianna Vartolo è nata nel 1998 a Roma, dove vive. Studia Lettere Moderne all’Università “La Sapienza” di Roma. L’aiuto a non morire (Cultura e Dintorni Editore, 2019) è la sua opera prima in versi. Compare anche nell’antologia Abitare la parola: poeti nati negli anni Novanta per Giuliano Ladolfi Editore (2019). Di lei è stato scritto, tra gli altri, su ClanDestino, Pangea, Laboratori Poesia. Alcuni suoi inediti sono apparsi su riviste cartacee e online tra cui Atelier e Inverso.

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