Zoom 2.1 – Intervista a Mark Rogers

Dopo una lunga (ma non lunghissima) pausa estiva, abbiamo deciso che per tornare a intrattenervi con la nostro rubrica “Zoom” dovevamo per forza presentarci con un “coupe de theatre”. Sebbene i recenti successi sportivi ci suggeriscano un po’ di sano campanilismo, è un piacere per noi oggi dare uno sguardo oltre al nostro amato tricolore e presentarvi, in questo nuovo episodio, Mark Rogers: artista statunitense, originario di Portland – Oregon, pioniere ed esponente del Surrealismo Pop e del Realismo Magico.

Se non bastasse guardare i suoi dipinti per essere subito incuriositi dall’immaginario che racconta, potete trovare all’interno del Q&A presente nel suo sito (https://www.markrogersart.com/about) talmente tanti spunti creativi che potrebbe risultarvi difficile riuscire a strutturare una domanda ben precisa. Non vi neghiamo che anche per noi è stato così. Siamo riusciti però a divincolarci tra un’ abduction e l’altra, e a presentarvi in questa intervista quello che Mark ci ha raccontato.

Bentornati su Zoom, buona lettura.

In The Path of Totality – 24 X 34 Oil on Panel 2018.


D: Nello statement Pioners from Beyond presente sul tuo sito, racconti di come le storie che rappresenti all’interno dei tuoi dipinti siano frutto della commistione tra la tua immaginazione, il legame con la tua terra e, in piccola parte, le suggestioni fornite da tematiche più conosciute come ad esempio: La teoria degli antichi astronauti.
Si sviluppa quindi uno scenario totalmente inedito dove le civette non sono certo quelle di Harry Potter (“The Owls Are Not What They Seem “) e dove personaggi di mondi ed epoche storiche differenti si uniscono e interagiscono tra loro in situazioni a volte più, a volte meno riconoscibili, creando però un mondo che, sebbene sia per noi estraneo e misterioso , risultato credibile e strutturato.

Ti va di raccontarci dove nasce questa tua passione per il mondo paranormale e quale delle tematiche che illustri ti suggestiona di più?

Sono sempre stato interessato al paranormale, ai fantasmi, ai vampiri, agli alieni, ai mostri, alla magia, alla stregoneria e a qualsiasi tipo di abilità paranormali. Non riesco a spiegare perché amo così tanto tutte queste cose, le adoro e basta.

Forse ero uno stregone in una vita passata.

Energy Cycle” – 16×20 Oil on Panel 2020.

D: Dopo aver osservato molti dei tuoi lavori, quello che più mi ha colpito, oltre alla presenza di personaggi cult come il Big Foot o il leggendario Uomo Falena, è la struttura della composizione di scena pittorica. Se mi dicessero che all’interno di una chiesa aliena in pianeta sconosciuto hanno ritrovato uno di questi dipinti non farei fatica a crederlo. I personaggi, così come gli oggetti e le azioni presentate, hanno un simbolismo studiato e ben preciso,lo stesso che possiamo trovare all’interno della pittura dei grandi maestri rinascimentali, con la leggera differenza che al posto di santi e icone religiose troviamo alieni,cowboys, coloni e robot.

Come mai hai scelto l’utilizzo di questo linguaggio pittorico più antico come mezzo per raccontare le tue storie?

Il mio stile artistico probabilmente è stato influenzato dall’educazione cattolica che ho ricevuto, un mondo che incarna alla perfezione il racconto artistico e il simbolismo.
Mi sento come se fossi stato immerso all’interno dell’arte narrativa sin dalla più tenera età.
In più ho sempre letto tonnellate di storie, quindi sono mi sento a mio agio con determinante dinamiche e personaggi.

La mia arte è incentrata su storie e personaggi che vivono in un mondo immaginario con un tema del vecchio western americano che io chiamo: The Southwestern Bellows.

Dream Harvest – 18×24 oil on panel 2021.

D: Molti tuoi dipinti presentano diverse analogie l’uno con l’altro creando così una storyline indiretta tramite la presenza di personaggi, ambienti e ritualità ricorrenti. Abbiamo poi piacevolmente scoperto che molti tuoi lavori sono spesso accompagnati da piccoli incipit dove si ha una vera e propria narrazione scritta della storia di cui siamo spettatori.

Quando costruisci una storia nasce prima il racconto che vuoi rappresentare oppure esso viene ispirato in un secondo momento ad opere conclusa?

Invento sempre prima la storia! Adoro le storie!

D: Leggendo alcune informazioni sul tuo sito abbiamo letto che nel 2009, a Springfield, hai visto un UFO splendere nel cielo. Non possiamo quindi perdere l’occasione per farti questa domanda:

Secondo te esistono altre forme di vita nell’universo? Se sì, ci hanno fatto visita oppure non sanno della nostra esistenza? E ancora: le tipologie di extraterrestri che ormai “conosciamo” (Grigi, Rettiliani, Orbs) sono frutto della nostra fantasia o si basano su un fondamento di verità?

Credo che ci sia altra vita nell’universo, ma per quanto riguarda la tua ipotesi credo che sia buona quanto la mia. Guardo tutti gli “spettacoli alieni”, ascolto podcast e leggo libri sull’argomento, ma non ho teorie o risposte vere e proprie. Trovo che ogni fenomeno soprannaturale sia affascinante.

The Cottage – 18X24 Oil on Panel 2020

D: Vogliamo concludere questa breve chiacchierata togliendo per un attimo lo sguardo dal cielo e rimettendo i piedi per terra. Sono passati quasi due anni da un avvenimento storico che ha messo in standby il mondo come lo abbiamo sempre conosciuto aprendoci ad uno scenario tipico di film distopici e apocalittici: la pandemia globale.

Visto che la tua visione artistica sembra provenire da una prospettiva futura più o meno lontana, ti va di provare a immaginare come secondo te evolverà il mondo di fronte ai cambiamenti che stiamo vivendo?

In realtà, mi sento come se tutto il mio lavoro si svolgesse nel passato, o “fuori dal tempo” completamente.  Le creature nei miei dipinti non hanno computer portatili o cellulari e nemmeno automobili. Nel nostro mondo così tecnologico, è rilassante per me visitare e immaginare questo posto. È come se fossi all’inizio del 1800.
Sì, ci sono alieni mentalmente più avanzati che popolano il mio mondo immaginario, ma la maggior parte dei loro oggetti non sono tecnologici, sono magici.


Zoom 2.1 – Mark Rogers – EN

After a long (but not very long) summer break, we decided that in order to return to entertain you with our “Zoom” column we had to show up with a “coupe de théâtre”. Although recent sporting successes suggest a bit of healthy parochialism, it is a pleasure for us today to take a look beyond our beloved Italian flag and present, in this new episode, Mark Rogers: US artist, from Portland – Oregon, pioneer and exponent of Pop Surrealism and Magic Realism.

If it were not enough to look at his paintings to be immediately intrigued by the imagery he tells, you can find in the Q&A present on his site (https://www.markrogersart.com/about) so many creative ideas that it could be difficult for you to succeed in giving a structure to a very specific question. We do not deny that it was like this for us too. However, we managed to wriggle out of the several abductions, and to present to you in this interview what Mark has told us.

Welcome back to Zoom, enjoy your reading.


Q: In the Pioneers from Beyond statement on your site, you tell how the stories you represent within your paintings are the result of the mixture of your imagination, the bond with your land and, to a small extent, the suggestions provided by well-known themes such as: The Theory of Ancient Astronauts.
A totally new scenario therefore develops where the owls are certainly not those of Harry Potter (“The Owls Are Not What They Seem”) and where characters from different worlds and historical periods come together and interact with each other in situations that are more or less recognizable, yet creating a world that, although strange and mysterious to us, is credible and structured in our eyes.

Would you like to tell us where your passion for the paranormal world is born and which of the themes you illustrate impresses you the most?

A: I have always been interested in the paranormal, ghosts, vampires, aliens, monsters, magic, witchcraft, paranormal abilities, you name it.
I can’t explain why I love all these things so much, I just do.
Maybe I was a warlock in a past life.

Q: After observing many of your works, what struck me most, besides the presence of cult characters such as Big Foot or the legendary Mothman, is the structure of the pictorial scene composition. If they told me that they found one of these paintings inside an alien church on an unknown planet, I wouldn’t find it hard to believe. The characters, as well as the objects and actions presented, have a designed and precise symbolism, the same that we can find within the painting of the great Renaissance masters, with the slight difference that instead of saints and religious icons we find aliens, cowboys, settlers and robots.

Why did you choose to use this ancient pictorial language as a means of telling your stories?

A: My art style probably is most likely influenced by my Catholic upbringing, which really embodies narrative art and symbolism. I feel like I was exposed to narrative art at a very young age, and I have always read tons of fiction so I resonate with characters.
My art is all about stories and characters that live in an imaginary world with an American Old Western theme that I call, The Southwestern Bellows. 

Q: Many of your paintings have many similarities, thus creating an indirect storyline through the presence of characters, environments and recurring rituals. Then we have pleasantly discovered that many of your works are often accompanied by small opening words where there is a real written narration of the history of which we are spectators.

When you build a story, does the story you want to represent first arise or is it inspired later when the work is finished?

A: I always come up with the story first! I love stories!

Q: Reading some information on your site we learned that in 2009, in Springfield, you saw a UFO shine in the sky. We cannot therefore miss the opportunity to ask you the following question:

Do you think there are other forms of life in the universe? If so, have they already visited us or are they unaware of our existence? And again: are the types of aliens that we now “know” (Grays, Reptilians, Orbs) the fruit of our imagination or are they based on a foundation of truth?

A: I do believe that there is other life in the universe, but as to what it is, your guess is as good as mine. I watch all of the “alien shows”, listen to podcasts, and read books on the topic, but I have no theories or answers. I find the entire phenomenon beyond fascinating.

Q: We want to conclude this short chat by taking our eyes off the sky for a moment and putting our feet back on the ground. Almost two years have passed since a historic event put on standby the world as we have always known it, opening us to a scenario typical of dystopian and apocalyptic films: the global pandemic.

Since your artistic vision seems to come from a more or less distant future perspective, would you like to imagine how the world will evolve in the face of the changes we are experiencing?\         

A: Actually, I feel like all of my work takes place in the past, or “out of time” completely. The people in my paintings don’t have laptops or cellphones or even cars. In such a technological world, it’s relaxing for me to visit this place. It’s like the early 1800’s. Yes, there are highly advanced aliens that populate my imaginary world, but most of their technology is magick. 

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