Monica Guerra – «Entro fuori le mura»

le idee come esuli in tempi di guardiani
ma qui è sparare a raffica all’orizzonte

tra le croci e le rose l’io superstite
entro le mura del cuore qualche mito utile

sporadiche razioni di luce e del resto
non vedere – poco importa –

fuori è rovo di un altrove tu che mormori
il vuoto non esiste rampicando solitudine


*


presto verrà l’autunno avvertivi
lasciando la mia mano sopra i nidi
d’agosto sorridevi
alla resa improvvisa dei germogli


lo sapevamo entrambe com’è giusto
è così che una sera d’un tratto
la nebbia d’autunno
addolcisce lo sgombero dei nidi


– ora che i corridoi sono quasi muti
la tua stanza sempre in ordine –


non è più la stagione dei germogli
ma l’arco fiorito delle tue ali ridevo
com’è giusto in mano
alla spina dei giorni disabitati


a Virginia
ottobre 2018


*


la voce cruda della vastità
punge sottopelle e l’inquietudine
allaga la faglia del silenzio

com’è facile soli
l’altro occhio della luna
il deserto

com’è difficile il contempo


*


chiedilo a un indizio di neve
niente è impossibile

nell’unità il punto zero esiste
fosse ripartire dalla cenere

e in questa notte a lato delle stelle
anche lo sterco esala un bagliore

Monica Guerra è nata a Faenza il 4 ottobre del 1972. Nel gennaio 2020 è uscita la sua penultima pubblicazione Nella moltitudine (Il vicolo 2020). Nel 2019, la silloge inedita Spezzare il pane è stata pubblicata nel Quarto Repertorio di Poesia Italiana Contemporanea (Arcipelago itaca), nello stesso anno la raccolta Expectations, in lingua inglese, è stata pubblicata nel ”Journal of Italian Studies”, sezione italiana, per il NeMLA (Northeast Modern Language Association). Nel 2018 ha tradotto in italiano una sezione dell’antologia Hundred Great Indian Poems, curata da Abhay K. (Bloomsbury, India, 2018). La sua pubblicazione bilingue Sulla Soglia – On the Threshold (Samuele Editore 2017) è stata pubblicata anche in lingua spagnola per Uniediciones Sello Editorial, con traduzione di Antonio Nazzaro. Sotto Vuoto (Il Vicolo 2016) seguiva Semi di sé (Il Ponte Vecchio 2015) e il saggio intitolato Il respiro dei luoghi, scritto a quattro mani con il sociologo Daniele Callini (Il Vicolo 2014).

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