Michele Paladino – Inediti

Gli uomini ormeggiano su una piattaforma di calce e sabbia,
nei loro occhi scintilla la segatura:
è l’inverno del sangue.
Immolano i maiali,
non prima di averli cacciati con le trombe,
ne recidono le corde vocali.
Bisogna fare in fretta; nuovo grano deve nascere,
nuove spine dovranno gridare.


*


Fu un delirio parziale,
una concezione chimerica
il sangue mielato sul dorso del letto:
senza dubbio, una semina mistica.
Qui, come là, non s’entrava se non iniziati.


*


La luna incenerisce l’intonaco,
segue la traccia oscura di un incendio freddo.
Si fa strada sul tuo seno, spirito maligno,
la lingua sepolcrale di un’aquila sveva;
ci è concessa, rivolti alla marea nera,
la caccia alla meteora.


*


Cosa cerca il poeta?
La mistica degli angeli,
la cavea dove riversare i propri risentimenti;
E la parola?
Farsi ieratica,
porporata gorgiera,
di una cosmografia depravata.


*


Per un certo tempo,
santamente sepolta nel sudari,
restava in orazione nuda;
felini i chicchi del rosario tra i seni,
umettava la mano sulla torbida nerezza del pube.
E sentiva solcare il desiderio, aureolata,
la lastra abissale della luce,
in divenire.

Michele Paladino è nato a Termoli nel 1993, vive a Santa Croce di Magliano, in Molise

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